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“DERI …. Le Nostre Origini”

Lo sapevate che…

…la fascia costiera tra Reghion e Locri Epizefiri è stata una delle aree più importanti del mondo greco-romano?

Per importanza strategica, economica e politica essa è stata terra di conflitto tra due le grandi poleis come anche luogo di Pace e importante centro economico e punto nevralgico per il commercio.

Oggi è il Museo Archeoderi che ne detiene l’eredità; in esso sono custoditi le vestigia di grandi civiltà, i fasti della loro gloria e soprattutto la memoria di tutte quelle genti, autoctone e non, che si sono stanziate presso le nostre coste e delle quali abbiamo ancora oggi testimonianze nella nostra cultura tra usi, costumi, tradizioni e lingua.

Nella nostra terra mito e storia si incontrano e s’intrecciano e da essi deriva un alone di mistero e di magia che, ancora oggi, se chiudiamo gli occhi per un istante con la fantasia possiamo vedere Eracle. Il semidio, l’uomo forte per eccellenza, il mortale che ha sfidato gli dei e superato molteplici avventure, il quale durante uno dei suoi viaggi giunse a Reggio. Per poi proseguire lungo la costa ionica, sino a raggiungere un luogo che ancora reca il suo nome, il promontorio Heracleion, oggi Capo Spartivento (“ove il vento gira”), posto tra Leucopetra e il promontorio Iapigio (detto ”Leucopetra Tarenhinorum”). Si dice che durante il viaggio lungo la costa Jonica l’eroe, stanco dalle sue fatiche si fermò per riposare, ma, non riuscendo a prendere sonno, perché disturbato dal canto delle cicale, pregò gli dei affinché «Diventassero afone».

Questo mito è per lo più introdotto nei testi antichi, da una notizia ‘naturalistica’ riguardante le cicale stanziate al confine tra le due “chorai” (territori), separate dal fiume denominato Halex: quelle sul versante reggino, infatti, sarebbero caratterizzate dall’afonia, a differenza di quelle sul lato locrese. Tale relazione, istituita tra il mutismo delle cicale e il fiume al confine tra le due chorai, non solo sembra alludere alle rivalità tra le due città, ma parrebbe pure legittimare l’occupazione del territorio per mano dei Reggini.

L’Antiquarium raccoglie una selezione di reperti esemplificativi della cultura materiale di varie epoche, rinvenuti nel territorio di Bova Marina e Bova nell’odierna area del Parco, affiancati da un apparato didattico bilingue che illustra lo studio. A tali reperti si aggiungono testimonianze di particolare rilievo, come il pavimento musivo della sinagoga di età romano-imperiale che costituisce un’assoluta rarità in territorio italiano, prova della multietnicità della società del tempo, o il miliario di contrada Amigdalà, conferma archeologica dell’esistenza di una viabilità costiera in età imperiale romana.

Questo e molto altro all’Archeoderi! Quindi, come Eracle, fermati, osserva e rifletti!

Ministero per i Beni e le Attività Culturali